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23 Febbraio 2020

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Guardia del consiglio grande e generale

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corpi militariLa storia è fatta di intrecci avventure ed anche un pizzico di casualità, nel ricordare gli eventi, quasi come un gossip lontano ci si rende conto di quanto il fato ossa influire in un percorso.

La  mattina del 17 ottobre 1739 il cardinale Giulio Alberoni, da oltre quattro anni Legato di Roma, varcava con tre carrozze i confini di San Marino, egli aveva preteso in corrispondenza con la Curia Romana, “di evocare a se il diritto di giudicare Lolli e Marino Belzoppi che avevano cospirato contro il governo sammarinese e che erano colpevoli di reati comuni.

Il Cardinale, aveva proposto a Clemente XII di prendere la palla al balzo per mettere pace in quella “tana di cani arrabbiati” che s’erano ridotte le tre penne.

Il pontefice autorizzò il Cardinale Alberoni ad avvicinarsi ai confini dello Stato sovrano in modo pacifico, ed attendere a loro dire, la sottomissione spontanea del popolo sammarinese e la successiva annessione del territorio del Titano allo Stato della Chiesa.

Tutto ciò è una premessa essenziale per comprendere come lo stato di Sa Marino seppe poi pienamente organizzarsi. Lasciando maturare la necessità di avere  una guardia che assolvesse al compito di protezione degli organismi più importanti dello Stato. Si creò quindi un corpo scelto a protezione dei Capitani Reggenti e delle sedute del Consiglio, dando vita alla guardia del principe sovrano consiglio oggi guardia del consiglio Grande e Generale, composta all’origine da 12 uomini, 2 caporali scelti fra i componenti della milizia, e comandati da un ufficiale col grado di capitano, la nomina veniva approvata a maggioranza dal consiglio Grande e Generale.

La Guardia, ben considerata dalle Istituzioni della Repubblica, venne successivamente potenziata e dotata di un suo congresso militare speciale, formato da propri Ufficiali dello Stato Maggiore, agli ordini diretti di un comandante generale appartenente al corpo, in accordo diretto con la reggenza.

Il riferimento simbolo del corpo, allora come oggi, è la granata con fiamma dritta, con due sciabole che si incrociano dietro la granata stessa.

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