San Marino. Sotto l'albero lettere di licenziamento. Corriere Romagna San Marino
Patrizia Cupo di Corriere Romagna San Marino: La crisi del Titano. In dicembre dodici aziende
hanno chiesto la mobilità
per i propri dipendenti / Lettere di licenziamento
sotto l’albero di Natale
I frontalieri più penalizzati / Si aggrava il “conflitto” tra i
lavoratori residenti e quelli
che arrivano dall’estero
SAN MARINO. Sotto l’albero di Natale, la lettera di licenziamento. Sono 35
solo nel settore industria i lavoratori lasciati a casa proprio a dicembre
dalle aziende sammarinesi: quattro su dieci sono frontalieri. Ma al di là dei
numeri, i più brutti da quanto la recessione ha avuto inizio, i sindacati
temono ancora di più lo scontro sociale, specie proprio tra residenti e frontalieri:
«E’ lì sotto la cenere e le norme discriminatorie rischiano di accendere
una guerra», allarma Giorgio Felici dalla Federindustria della Cdls.
Il riferimento è all’ormai famigerato
articolo 56 della Finanziaria
che introduce una
tassa solo per i lavoratori non
residenti sul Titano: la norma
è stata discussa nell’u lt im o
Consiglio; non è stato accolto
l’emendamento della minoranza
che ne chiedeva l’a b r o g a z i one,
ma si è votato a favore di
quello del governo che ne prevedeva
un aggiustamento con
tanto di rimborsi per i frontalieri
che nel 2011 abbiano dichiarato
più di 30mila euro annui.
«Già, ma la discriminazione
rimane lo stesso», chiosa Felici.
La situazione è da annus horribilis.
Almeno una dozzina di
aziende del Titano ha chiesto a
dicembre la mobilità per i propri
dipendenti e altre cinque
hanno già avviato le procedure
di riduzione di personale: posizioni,
queste ultime, che verranno
discusse in sindacato ormai
dopo le feste. In più, sul
tavolo, c’è anche il caso del Colorificio
sammarinese: lì, è stato
annunciato il licenziamento
a nove persone, ma il resto dei
dipendenti ha invocato il contratto
di solidarietà per salvare
il posto ai colleghi. Ne stanno
discutendo sindacati e azienda,
non senza momenti di
tensione, e ogni decisione verrà
rinviata a gennaio.
(…) Atteggiamenti di conflitto
non mancano, specie tra frontalieri
e residenti, e il rischio
di “odio” sociale nei confronti
di chi vive appena oltreconfine
è dietro l’angolo: «Non siamo
paghi del tetto dell’ag gi u st amento
all’articolo 56 della Finanziaria
– conclude Felici -.
Ma avvertiamo: se questi processi
non verranno gestiti al
meglio, rischiamo di scendere
nella più ignobile delle guerre».
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